Origini dell’Universo

La tradizione biblica fa risalire l’origine al 4004 a.C.

Oggi è noto con assoluta certezza che questa data è totalmente priva di fondamento.

La vita può svilupparsi ovunque, se vi è acqua e una fonte di energia.

L’universo si è creato dal nulla, o meglio da un punto infinitamente piccolo. Circa 15 miliardi di anni fa, in una voragine di tenebre senza confini e senza tempo, l’universo era formato da un vuoto dotato di altissima energia, in cui non vi era materia. Aveva un volume nullo, la temperatura era infinita, tutta la materia e l’energia erano contenute, in forma dissociata, in un piccolissimo punto, caratterizzato da enormi densità, pressione e temperatura.

In questo Universo Iniziale erano presenti, in uguali proporzioni, solo particelle di materia e antimateria, in un continuo processo di distruzione reciproca e di disintegrazione in radiazioni. Era tutto così compresso che perfino la luce non riusciva a propagarsi. All’improvviso inizia il conto alla rovescia, in quel piccolissimo punto che è l’Universo Iniziale, la temperatura diminuisce di circa 10 miliardi di gradi, questo violento abbassamento causò il Big Bang, una incredibile esplosione, che diede origine all’universo.

Dopo circa due minuti da quella esplosione iniziale, la temperatura diminuisce ulteriormente fino a circa un miliardo di gradi. Durante questa transizione si creò un piccolissimo eccesso di materia sull’antimateria. I protoni e neutroni cominciano ad unirsi, creando nuclei di deuterio, che combinandosi con altri protoni e neutroni, formarono nuclei di elio (i nuclei degli atomi attuali si sono formati a partire da questa materia prima). La diminuzione della temperatura rese impossibile la creazione di nuove coppie particella-antiparticella, consentendo il prevalere della materia rispetto all’antimateria, mentre il resto scompariva in radiazione. Da quell’istante in poi l’universo cominciò ad espandersi e a raffreddarsi, consentendo la formazione di zone più dense, in cui l’attrazione gravitazionale fra le particelle di materia, rese possibile la loro aggregazione e l’avvio di un moto rotatorio che diede origine alle galassie.

Con il trascorrere del tempo, il continuo e naturale processo di collisioni fra gli atomi, innescò reazioni di fusione nucleare primordiale. Con il procedere del processo di espansione l’universo diventava sempre più pesante, mentre la materia condensandosi diede origine alle stelle e successivamente alle galassie. L’Universo Iniziale, lentamente comincia a trasformarsi in quello Attuale, nel quale vi è la materia, l’energia, il tempo e lo spazio così come lo conosciamo oggi. La scienza ha dimostrato che:

In presenza di elevate temperature possono verificarsi reazioni di fusione che trasformano i protoni in nuclei di elio.

Se si aggiungono, nuclei di protoni, a nuclei di carbonio è possibile creare elementi più pesanti, fino ad arrivare al ferro (in laboratorio è stato realizzata una reazione in grado di produrre carbonio, a partire da tre nuclei di elio).

L’universo è composto quasi totalmente da idrogeno ed elio (occupano circa il 99% dello spazio), ciò può essere possibile solo ipotizzando un periodo in cui l’universo era caldissimo e molto denso.

Le galassie distanti a qualche miliardo di anni luce da noi, sono più “giovani” di quelle più vicine a noi.

Infine, l’universo attualmente continua ad espandersi, per cui se è in atto un processo di espansione, è ragionevole pensare che tutta la materia e l’energia all’origine era contenuta in un agglomerato incredibilmente denso e caldo.

Siccome l’Universo è in continua espansione, è inevitabile accettare l’idea che si possa creare materia dal nulla, in modo da garantire una densità costante.

Queste ed altre considerazioni consentono di poter affermare che l’ipotesi del Big Bang sia la più ragionevole fra quelle proposte. Con il Big Bang inizia la creazione dell’universo e quindi la sua espansione. Questo processo dura da oltre 10 miliardi di anni.

Antonio Sammartino

Gianni

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