Jean-Luc Godard

È uno degli esponenti più importanti della Nouvelle Vague, nonché uno dei registi più significativi del cinema francese e internazionale. La sua carriera è contraddistinta da una grande prolificità e soprattutto dalle grandi innovazioni linguistiche apportate al mezzo cinematografico. E’ stato legato in matrimonio con Anna Karina, dal 3 marzo 1961 fino al 1967, anno in cui sposò Anne Wiazemsky.  Divorziato nuovamente, si unisce con Anne-Marie Miéville.

La sua carriera cinematografica inizia con la realizzazione del cortometraggio Una femme coquette (1955). Successivamente, produce Opération “Béton” (1958), un documentario breve. Nel 1959, arriva un secondo cortometraggio, basato però su un soggetto di Rohmer. Si tratta di Charlotte et Véronique, ou Tous les garçons s’appellent Patrick con Jean-Claude Brialy nella parte di Patrick.e A questo segue Charlotte et son Jules (1959), dedicato a Jean Cocteau. Con Truffaut lavora invece al corto Une histoire d’eau.

Grazie a George de Beauregard diresse il suo primo lungometraggio. Fino all’ultimo respiro (1960) con Jean-Paul Belmondo, Jean Seberg e Jean-Pierre Melville che diventa il film manifesto della Nouvelle Vague. La storia di un piccolo ladro di automobili che uccide un poliziotto che lo inseguiva per un sorpasso e che si nasconde a Parigi con l’amante americana Patrizia, è l’opera prima più folgorante della storia del cinema.

 

l suo secondo successo è Questa è la mia vita (1962) con Anna Karina, vincitore del Premio Pasinetti e del Premio Speciale della Giuria al Festival di Venezia.

 

L’anno successivo, realizza dalla commedia antibellica “I carabinieri” di Beniamino Joppolo Les carabiniers (1963), un omaggio a Jean Vigo. Il produttore italiano Carlo Ponti (e altri finanziatori americani), a questo punto, gli chiede di adattare il romanzo di Alberto Moravia “Il disprezzo“. Godard accetta e con la partecipazione di Brigitte Bardot e Michel Piccoli  Il disprezzo (1963) diventa uno dei più grandi successi commerciali.

 

Nel 1964, Godard e Anna Karina – che lui sposa nel 1961 – fondano la casa di produzione Anouchka Films. Nel 1965, Godard torna sul grande schermo con due film: Agente Lemmy Caution, missione Alphaville (vincitore dell’Orso d’Oro e tratto dal poema “Capitale de la douleur” di Paul Éluard) e lo stravagante Il bandito delle undici con Belmondo e Karina (anche se lui avrebbe voluto Richard Burton e Sylvie Vartan), realizzato senza sceneggiatura (anche se tratto dal romanzo “Obsession” di Lionel White). Alla fine del 1965, prendendo due novelle di Guy de Maupassant, ritorna al cinema con Il maschio e la femmina (1966) con Brigitte Bardot, vincendo l’Interfilm Award e lo Youth Film Award al Festival di Berlino.

 

 🙂  continua (clikka sotto sulla seconda pagina)

Tommaso

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