Glamour: la percezione del fascino (Audrey Hepburn)

Audrey Hepburn

Il suo vero nome è Audrey Kathleen Ruston. Nata a a Bruxelles il 4 maggio da un banchiere inglese e di una baronessa olandese, è diventata un’icona in tutto il mondo per la sua eleganza senza confronti. con la sua bellezza fragile e malinconica, così diversa dalla prorompente femminilità delle dive dell’epoca, ha lasciato un’eredità unica anche nella storia della moda, proponendo un nuovo ed inimitabile modello di stile e raffinatezza.
E’ stata una delle più grandi attrici del cinema statunitense degli anni 50 e 60. Vincitrice di un Oscar, di un Golden Globe, di un Emmy, di un Grammy e di due premi Tony. Ha lavorato con registi di fama , come Billy Wilder, George Cukor e Blake Edwards, e divenne famosa grazie a ruoli come:
– quello della Principessa Anna in Vacanze romane che le valse l’Oscar come migliore attrice (1953);
– di Holly Golightly in Colazione da Tiffany (1961);
– di Eliza Doolittle nel film musicale My Fair Lady (1964).
Hepburn fu educata in scuole private in Inghilterra e nei Paesi Bassi. Durante la seconda guerra mondiale ha sofferto l’oppressione e la malnutrizione.
Nel 1948 si trasferisce a Londra dove continua a studiare danza e recitazione presso la Marie Rambert School e, grazie anche alla sua esilissima figura, inizia a lavorare come modella ed attrice.
Dopo alcuni film minori girati in Europa, la Hepburn venne notata dalla scrittrice francese Colette che la scelse come protagonista dello spettacolo “Gigi”, tratto dal suo romanzo omonimo.
Il debutto avviene a Broadway, al Fulton Theatre, il 24 novembre 1951, e fu un successo clamoroso.
Ha inizio qui la sua scalata al successo cinematografico. Infatti, dopo altri film girati in Inghilterra, nel 1953 le venne offerto di recitare al fianco di Gregory Peck nella commedia romantica “Vacanze romane”, di William Wyler, il film che la consacra al successo internazionale.
L’immagine aristocratica e picaresca della Hepburn, in giro in vespa per le strade di Roma, fa il giro del mondo, regalandole l’amore del pubblico e consegnando il suo nome alla storia del cinema.
Con questo film, vince l’Oscar come migliore attrice protagonista e s’impone come interprete rivelazione dell’anno, incantando con il suo stile e la figura delicata, nettamente contrapposta alle altre star del momento, come le maggiorate Marylin Monroe o Jane Russel e facendone l’interprete perfetta per ruoli di taglio romantico, come nell’indimenticabile “Sabrina” (1954) di Billy Wilder, al fianco del grande Humphrey Bogart.
Per Sabrina, la Hepburn riceve nuovamente una nomination all’Oscar come migliore attrice protagonista, ma il premio va a Grace Kelly.
Nel 1954 Audrey interpreta a teatro, al fianco di Mel Ferrer, “Ondine’ e lo stesso anno i due si sposano, a Buoche, in Svizzera.
Con il marito la Hepburn gira poi “Guerra e pace” (1956), tratto dal romanzo di Lev Tolstoj, una produzione italiana realizzata a Cinecittà e diretta da King Vidor.
Sono questi anni molto prolifici nella carriera della Hepburn che, ormai nell’olimpo delle star hollywoodiane, passa rapidamente da un successo all’altro, spaziando tra differenti generi ma quasi sempre impegnata in pellicole di qualità ed al fianco di grandi attori. Nel 1957 torna alla commedia con “Cenerentola a Parigi”, un musical sentimentale di Stanley Donen, con Fred Astaire, mentre lo stesso anno è di nuovo diretta da Billy Wilder in “Arianna”, con Gary Cooper.
Da ricordare anche qualche film nel genere western come “Gli inesorabili” (1960) di John Houston.
L’anno successivo, un altro ruolo entrato nella leggenda e altra nomination per “Colazione da Tiffany”, di Blake Edwards, storia di un amore travagliato, ma a lieto fine, tra un giovane scrittore newyorkese e una ragazza texana, affascinata dai gioielli di Tiffany che ammira tutte le mattine nelle vetrine della Fifth Avenue a Manhattan.
Altri titoli come “Sciarada” (1963) di Stanley Donen, “My fair lady” (1964), di George Cukor, “Come rubare un milione di dollari e vivere felici” (1966) di William Wyler, “Due per la strada” (1967, Stanley Donen) o “Gli occhi della notte” (1967, Terence Young), ultima nomination, dimostrano il suo talento interpretativo e il successo di pubblico con prodotti di qualità al lato di grandi del cinema, come Burt Lancaster, Cary Grant, Rex Harrison e i giovani George Peppard e Albert Finney.
Dopo il divorzio da Ferrer nel 1968 e il matrimonio con il medico Andrea Dotti l’anno successivo, Audrey Hepburn si ritira dal cinema per occuparsi dei figli, tornando sul grande schermo solo nel 1976 con “Robin e Marian” di Richard Lester, al fianco di Sean Connery.
Nel frattempo la relazione con il medico italiano entra in piena crisi ed alla Hepburn viene attribuito un flirt con l’attore Ben Gazzarra, accanto al quale lavora nel film “…E tutti risero” (1981) di Peter Bogdanovich, che non ha però grande successo. Nel 1983 il divorzio da Andrea Dotti ed una nuova relazione con Robert Wolders, olandese e da poco vedovo, con il quale convive a Tolochenaz, in Svizzera.
Nel 1988 la Hepburn divenne ambasciatrice speciale per le Nazioni Unite Children’s Fund (UNICEF) e trascorse gli ultimi anni della sua vita dedicandosi ai bambini bisognosi, soprattutto in Africa e America Latina.
Audrey è morta in Svizzera il 20 Gennaio 1993 dopo una coraggiosa battaglia contro il cancro del colon.

Gianni

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